Cemento bagnato e odori stagionali

Una pioggia incessante, eppure l’estate è nell’aria.

E’ nelle maledizioni di maturandi ed universitari nei confronti di chi ha già finito la scuola ed è in vacanza da un pezzo.
E’ nel freddo sintetico dei condizionatori, nel caldo afoso fuori dalle finestre, nelle prime scottature, nelle maniche corte, nelle gambe scoperte, pelose e non.
Quest’estate si sente, è dentro di noi, anche se per qualcuno si prospettano ancora un paio di settimane di lavoro duro.

Non so perché, ma io ho sempre associato le stagioni agli odori piuttosto che alle immagini.
Un po’ come l’asfalto bagnato sa di autunno, mentre quell’odore di ceppo ardente misto a fumo ricorda inevitabilmente l’inverno e l’inconfondibile puzzo di polline richiama la primavera.

L’estate invece, non riesco ad associarla ad un odore particolare.

Perché poi, diciamocelo, l’estate ha un odore diverso di luogo in luogo.
A Milano, ad esempio, l’estate puzza di benzina e di motorini truccati.
A Casa è diverso…a Casa sa di mare, di salsedine.
Lì ha quell’odore che ti impregna i capelli, un po’ come quando la mamma frigge in cucina, la domenica, e ti alzi con quel profumino incantevole, che dopo pranzo diventa un puzzo insopportabile ed insostenibile.
O come il caffè, che prima di berlo ha un profumo che ti delizia, ma che subito dopo averlo degustato lascia nella tazzina un odore abbastanza sgradevole, che tutto sembra tranne che caffè.

Ho sempre odiato le persone che, fumandosi la sigaretta dopo il caffè, usano il bicchierino (o i peggiori persino la tazzina) come posacenere, magari avendone uno a meno di due centimetri di distanza.
Eppure anche io mi sono ritrovato a farlo, col bicchierino ovviamente.

Immagino che a volte ci si senta costretti a fare alcune cose, che magari in una condizione normale ti disgustano…guardandole lì, lontane, decontestualizzate.
Poi invece sei li, hai fatto un pranzo abbondante, hai bevuto un caffè discreto, stai facendo due chiacchiere e plic, ecco che la cenere casca quasi inavvertitamente nel bicchierino. Quei classici momenti in cui c’è quel centesimo di secondo in cui gli occhi passano dalla sigaretta al bicchiere, un ombra di dispiacere, manco fosse morto un parente, e poi sollievo, ed ecco quella fatidica parola: “…Vabeh!”. Ricominci a chiacchierare, a fumare e a ciccare in quel povero bicchierino.

Mi chiedo quante delle cose che mi disgustano, un giorno, mi troverò costretto a fare. Fa parte della vita di ogni essere umano, eppure dubito che ci si faccia l’abitudine, prima o poi. Come quel famoso “sassolino nella scarpa, ahi!”, continua a fare male, anche dopo aver passeggiato a lungo. Anzi, forse è peggio.

“…Vabeh!”.

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Informazioni su ritaglidipensiero

Aspirante è la parola che mi si addice di più. Aspirante musicista, aspirante scrittore, aspirante interprete...fondamentalmente aspiro.
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Una risposta a Cemento bagnato e odori stagionali

  1. Hazel ha detto:

    Questa me la ricordo anche io, era piaciuta anche a me… E sappi che se ti becco a ciccare nella tazzina ti meno, che schifo! ù.ù

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