Il caldo accende le sigarette

Fa caldo.
Fuori dalla finestra, le luci arancione pallido della città, le voci di chi non ha sonno in un venerdì sera tra cocktail e fumo denso di marlboro, ed il solito tram delle 23:14 che imperterrito, passa sotto casa a raccogliere passanti in scarpe strette.

A volte, la mia vita, mi sembra proprio come quel vecchio tram malandato, destinato a raccogliere i passanti che ne reclamano l’assistenza, accompagnandoli per un pezzo di strada, dando loro sollievo, facendoli muovere più veloce.

Altre volte, invece, la mia vita la immagino come una di quelle marlboro che la gente della notte aspira nevrotica…fiamma, fumo, cenere e giù, sotto i tacchi.

Un sollievo da cinque minuti, una via di fuga per i pensieri, sputati fuori come quello stesso fumo che, un po’ meno denso, esce dai polmoni.

Tradito dalle stesse persone che hai servito, aiutato.

Io ancora non ho capito molto della vita, e alla mia età dicono sia normale, ma continuo a vantarmi della poca conoscenza accumulata in questi ultimi anni, grazie a chissà quale forza oscura che si agita dentro di me, come un vortice intrappolato in una scatola.

Dicono si chiami esperienza.
“Dicono” chi, poi?

Chiunque lo dica, sembra averlo sentito da qualcuno che a sua volta, se l’era sentito dire. Luoghi comuni, frasi fatte. Frasi comuni…luoghi…fatti.

Intanto fuori il mondo continua a girare. Gira fuori dalla mia finestra, mentre io resto fermo, in un turbinio immobile di moto perennemente e stabilmente fermo.

Mi accendo una sigaretta, mentre a esattamente cinquecentosessantatrè passi dal mio portoncino blindato c’è chi beve una birra, pensando ai cazzi suoi, alle mutuo, al bambino in arrivo, alla macchina in doppia fila, alla crisi economica, alla puttana di ieri sera. Quest’ultimo, tornando a casa, inizierà a pensare che quei trenta euro ben spesi gli peseranno sul bilancio familiare di fine mese. Ma finchè è tutto nascosto, si può. Finchè è tutto nascosto, quasi si deve.

Ed io qui, disteso sul mio letto, ormai impregnato del mio sudore, ho quasi finito la sigaretta. E poi giù…fiamma, fumo, cenere e giù, sotto i tacchi. Solito clichè.

Annunci

Informazioni su ritaglidipensiero

Aspirante è la parola che mi si addice di più. Aspirante musicista, aspirante scrittore, aspirante interprete...fondamentalmente aspiro.
Questa voce è stata pubblicata in Me medesimo. e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Il caldo accende le sigarette

  1. Hazel ha detto:

    “Luoghi comuni, frasi fatte. Frasi comuni…luoghi…fatti”. Mi piace.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...