Mi sono fumato il cervello, e la sensibilità

Abbasso ancora un po’ la serranda, l’aria fredda sembra penetrare il vetro della finestra, mentre le nuvole oscurano quel tocchetto di luna che cercava di fare capolino nella notte.

Ho finito le sigarette, e tutto ciò che mi resta da fumare è del vecchio tabacco secco, con delle cartine in finta plastica e dei filtrini enormi.
E’ il tabacco di riserva, quello che lascio lì, sul comodino, guardandolo quasi con disprezzo mentre una marlboro mi lascia il suo sapore tostato in bocca. E quando l’ultima marlboro mi tradisce, lasciandomi da solo, torno da lui, mendico di un altro tiro, di un po’ di cenere per i miei polmoni.

Seriamente, ora starete pensando che devo smetterla con queste cazzo di metafore sul fumo e le sigarette, ma andiamo, alla fine chi di noi oggi soffre di un qualcosa di peggiore dell’ultima marlboro?

Si, a parte le grandi tragedie familiari e non, chi può dire di aver vissuto veramente un dramma?
Siamo così desensibilizzati, così continuamente massacrati dai vari media con immagini angoscianti e urla di terrore che ormai la parola “triste” ha assunto altri significati.

Avete mai evitato quella parola perchè “troppo banale” o perchè non rendesse bene l’idea?

Ecco, io non mi sono mai chiesto, fino ad oggi, il perchè di questa cosa, ed in quanto Non-Portatore di verità per eccellenza, non sono qui per darvi una risposta, ma per stimolare il vostro dibattito interno, quello con la coscienza.
Perchè finchè continueremo a combattere battaglie inutili, come quelle della prova bikini, o dello smettere di fumare, o delle creme antietà, allora il nostro dialogo interiore sarà soltanto invischiato in una enorme perdita di tempo.

Ragioniamo sul perchè un capo di stato ferma una rivolta con l’esercito provocando morti su morti, ragioniamo sul perchè un uomo di chiesa, che predica povertà e bontà, venga denunciato per crimini contro l’umanità mentre compra l’ennesimo paio di Prada.
Ragioniamo sul perchè un uomo di ottant’anni sente il bisogno perverso di scoparsi una minorenne.
Ragioniamo sulle droghe leggere, sulla laicità dello stato, sulla fottuta crisi economica, se effettivamente c’è una crisi.

Ragioniamo, e ragionate su tutto questo, prima di accusarmi di insensibilità perchè ritengo una tragedia finire l’ultima sigaretta alla vigilia di una domenica mattina.

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Informazioni su ritaglidipensiero

Aspirante è la parola che mi si addice di più. Aspirante musicista, aspirante scrittore, aspirante interprete...fondamentalmente aspiro.
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