Ritagli di Canzoni #1: Scuola di vita e insegnanti per finta ma mio figlio è un genio

Oggi apro una nuova rubrica del mio blog.

Ebbene si, con il titolo “Ritagli di canzoni”, oggi parte la prima rubrica di questo openspace.

L’idea generale è semplice: Periodicamente pubblicherò una canzone, creando un post in base a ciò che essa mi comunica, i ricordi, le idee, i miei strani viaggi mentali, tutto insomma.

Oggi cominciamo con una facile facile:

Ahhh. La scuola!

Ho finito le superiori ormai da tre anni, giorno più, giorno meno.
Diciamocelo, le scuole in generale ci segnano, sono il posto in cui passiamo metà della nostra giornata per almeno 13 anni della nostra vita, e spesso è proprio li che si formano le persone che saremo per il resto della stessa.

Parlando con Tempoperso, qualche giorno fa, mi sono immerso nei ricordi di quei 13 anni di interrogazioni, compiti in classe e impreparati.
Una volta, ad esempio, chiesi ad una mia professoressa, nonostante lo sapessi benissimo, cosa fosse la sindrome di Stoccolma. Lo feci semplicemente per avvalorare una mia tesi secondo la quale questa tizia, spesso molto preparata e difficilmente beccata in fallo, al momento della domanda troppo ricercata (per la sua conoscenza), inventasse di sana pianta la risposta.
Ed avevo ragione.
Mi rispose che questa sindrome era una febbre molto alta, accompagnata da mal di stomaco, vomito e diarrea, che prendeva il nome dalla città perchè li era stata diagnosticata la prima volta.
Trattenendo le risate con tutta la buona volontà che avevo in corpo, la ringraziai e rimasi in silenzio per il resto della lezione. D’altronde, quella era la prof con la quale riuscì a prendere un meritatissimo nove anche se avevo la scimmia sulla spalla, colpa dei bagni.
Ah, i bagni alla prima ora ed il loro dolce profumo di piscio, ammoniaca, fumo ed erba.
Le superiori sono state le scuole migliori per me…d’altronde venivo dalle medie, i tre anni che vorrei tuttora cancellare dalla mia vita.
Diciamo che alle medie ero il classico secchioncello, studiavo tanto e per curiosità.
Non uscivo molto, mi vestivo solo in tuta…insomma, ero un po’ quello che ai tempi era definito uno “sfigato”.
Ora, immaginate questo dodicenne sfigato in una classe di “selezionati”.
Già, a dire della preside stessa, la mia classe era stata selezionata per i “casi difficili”, ossia tutti i delinquentelli e bulletti dell’istituto concentrati li.
Avendo sempre fatto molto sport, ed essendo una buona forchetta, sono sempre stato molto massiccio, e questo mi aiutò abbastanza ad andare avanti senza avere troppi problemi.
Questo, e la mia furbizia che, ai tempi, era molto sviluppata, forse per istinto di sopravvivenza.
Spesso finivo in mezzo a piccole risse che si venivano a creare, in classe e fuori, e come tutti, le ho prese e le ho date. Le ho prese, molto di più.
Si, decisamente le medie sono un qualcosa da evitare, e sebbene molti miei compagni ora, quando mi vedono al bar, mi offrono il caffè scambiando due chiacchiere, ai tempi era un incubo anche solo incrociarli per sbaglio.

Ultimo argomento da trattare, i docenti.
Spesso, coloro che dovrebbero essere un esempio per la tua formazione personale, se ne strafottono non solo di te, ma anche del lavoro che fanno, sottovalutandone l’importanza e creando un ammasso di ignoranti dopo l’altro.
E’ anche vero, purtroppo, che non sono gli unici a sottovalutare il proprio mestiere. Al giorno d’oggi i professori si ritrovano a dover combattere contro i genitori “Miofiglioèungenioèleichenonsafareilsuolavoro”, contro i ragazzi che credono di sapere tutto perchè “l’ho letto su internet”, contro lo stato che continua a renderli miserabili.

Ho conosciuto tanti ottimi insegnanti, e sono loro che hanno contribuito alla mia formazione, sia culturale che personale. Professori per passione, Docenti con la D maiuscola. Persone splendide, prima che insegnanti preparatissimi ed umili.
L’insegnante è uno dei lavori a più alto rischio di esaurimento nervoso, leggevo qualche giorno fa, e suppongo sia vero. E’ un lavoro che ti logora, senza dubbio.
Però c’è anche l’altro lato della medaglia, ossia i professori inetti, gli ignoranti, i classici tipi da “chi non sa fare, insegna.”
Professori che fanno perdere la stima nell’intera categoria, docenti che dovrebbero essere prima di tutto insegnanti di vita ma che restano a casa a causa di malattie inesistenti, solo perchè “oggi fa troppo caldo per andare a lavoro.”
Gentaglia impreparata che si lamenta del proprio salario immeritato.

Ma andate a picconare, ladri.

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Informazioni su ritaglidipensiero

Aspirante è la parola che mi si addice di più. Aspirante musicista, aspirante scrittore, aspirante interprete...fondamentalmente aspiro.
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11 risposte a Ritagli di Canzoni #1: Scuola di vita e insegnanti per finta ma mio figlio è un genio

  1. ritaglidipensiero ha detto:

    ahahah, si, i professori spesso sono rappresentati come vecchiazzi puzzolenti, ma infondo a volte lo sono pure. Il mio professore di francese aveva millemila anni, puzzava di naftalina, aveva un riporto osceno (peggio di quello del prete del tuo paese :D) e l’alito di uno Yeti.
    E’ anche vero che avevo insegnanti anche di un certo fascino, ma tu sei stata fortunata, nella tua scuola c’erano molti docenti relativamente giovani. Nella mia erano tutti over 50, se non per una o due eccezioni.
    Se questi, anche se ignoranti come capre, non si scollano, come facciamo? 😉

    • Nello ha detto:

      è vero tutto ciò che dite sui professori (io non lo sono per mia scelta, ma questo è un altro tema), non capisco perchè ci si scandalizzi così tanto di fronte alle inefficienze dei professori fecali e molto meno per analoghi fenomeni in altre professioni, questo non è giusto, si pretende il massimo da una classe di lavoratori malpagati e demotivati, per poi magari tornare al proprio ufficio a grattarsi le palle (lo so che non è il caso di chi legge, però in generale il quadretto è verosimile)

      • ritaglidipensiero ha detto:

        Proprio ieri leggevo un articolo su alcuni professori che si sono dimessi per le angherie subite da alcuni genitori. E’ vero, è una classe di lavoratori tra i più bistrattati, ed è questa la cosa più triste. Da insegnanti mediocri, si hanno alunni mediocri che condurranno vite mediocri e che, spesso e volentieri, arriveranno ad essere lavoratori mediocri.

  2. Shunrei ha detto:

    Il peggior professore che ho avuto è stato quello di Ragioneria. Alle interrogazioni, se iniziavi a dirgli le cose in ordine diverso da quello del libro (perchè se spiegando le immobilizzazioni metti prima i macchinari degli edifici, non è che cambi granchè… se non per lui!) iniziava a guardarti storto… perchè “si perdeva” nel suo stesso libro di testo.
    Inoltre, dicevano che i nostri compiti in classe li correggesse la sua segretaria (sì, perchè questo genio faceva anche, e fa tuttora, il commercialista). Cosa alla quale sinceramente mi sento di credere.
    Ah, che scuola era la mia? Ma RAGIONERIA, ovvio!
    Un altro motivo – tra tutti gli altri – per detestare chi insegna solo con lo scopo di portare a casa uno stipendio (magari “uno stipendio in più”, come nel caso sopra citato).

  3. Nello ha detto:

    mah… mi pare che di recente ho scritto sul blog di Tempo Perso che secondo me una cancrena discendente è la cultura anni 70 egualitaria, poi certo il malcostume e l’indole delle italiche genti non aiutano… temo non ci sia rimedio alla scala dei tempi umani…

  4. Hazel ha detto:

    Oddio, che hai tirato fuori… :”) Che ricordi questa canzone, ogni volta che l’ascolto faccio un viaggio indietro nel tempo, rivivendo tutti gli anni del liceo… :”)
    Molto carina l’idea di questa rubrica musica-ricordi comunque 😉
    Però oggi non ho voglia di fare discorsi impegnativi sulle capacità dei professori, la decadenza della scuola, ecc ecc, mi sono appena svegliata… Quindi mi limito a un commento superficiale e via 😛

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