Champignon allucinogeni e tabaccai in sindrome pre-mestruale

Oggi, per la prima volta dopo un inverno senza pietà, sono uscito di casa con indosso una maglietta a maniche corte.
Milano era bellissima, immersa in un sole dorato, piazza XXIV Maggio accarezzata dalla dolce brezza primaverile. Sembrava quasi un’altra città.

Sto vivendo un periodo da pantofole cucite ai piedi, e questa uscita pomeridiana mi ha ricordato quanto sia bello passeggiare per la strada, incontrare persone, guardarle e chiedersi delle loro vite.
Sono entrato in un negozio di videogiochi per dare un’occhiata e fare qualche acquisto, immerso nel viavai continuo di random players che aprivano e chiudevano le porte.
Mi aspettavo di entrare in un negozio come tanti, in quanto ormai tante commesse e clerks vari, forse frustrati dalla maleducazione che in noi clienti è purtroppo insita, non si prodigano più per dare una buona immagine nè di se, nè dei negozi in cui lavorano.
Eppure, già prima di essere servito, mi sono reso conto che il ragazzo, credo proprietario del negozio, non solo era gentile ed educato, ma anche moderatamente simpatico. I clienti, vecchi o nuovi che fossero, erano trattati a dir poco bene, messi a loro agio anche se totalmente ignoranti in materia videoludica.
Insomma, praticamente questo tizio riusciva a gestire il suo negozio da solo con una preparazione, un’educazione ed una disponibilità che, purtroppo, difficilmente mi sarei aspettato.
Si è presentato, ha scambiato due chiacchiere con i clienti, si è messo a totale disposizione (e dalla fedeltà di quelli della vecchia guardia, non è uno di quelli che dice “mi informo e ti faccio sapere” e poi non lo fa!) anche per me che in quel negozio non ci avevo mai messo piede.
Insomma, una bella sorpresa, senza dubbio.

Qualche giorno fa, invece, mi ritrovavo per questioni familiari alla stazione di Novara. Beh, a parte che quella stazione è davvero pessima a mio avviso, anche gli addetti alla biglietteria mi hanno fatto una pessima impressione. Scontrosi, maleducati e irrispettosi nei confronti del cliente, e vi assicuro che ero stato, come sempre, molto educato e gentile.
Sempre in quella stazione, prima di chiedere alla biglietteria, mi ero avvicinato al tabacchino situato all’interno per comprare, ovviamente, le sigarette, e per chiedere  se vendessero i biglietti a fascia chilometrica.

“Buongiorno”
“…” silenzio seguito da sguardo scocciato
“ehm..mi da un pacchetto da venti di Marlboro Gold?”
“…” prende il pacchetto, lo lancia letteralmente sul banco e aspetta i soldi
“ecco a lei” gli porgo i cinque euro in monete da 1 e da 0,50
“ma che mi sta dando?!?” infastidito, il tabaccaio guarda schifato le monetine
“…scusi, le sto pagando le sigarette!” ricontrollo i soldi, pensando di aver sbagliato, e invece no
“e mi da le monetine? che ci devo fare?” oh, la risposta era sulla punta della mia lingua, ma l’ho trattenuta
“mi scusi eh, ma sono sempre soldi!”
“vabbè, vabbè, mi dia qui.”
“grazie, arrivederci” il mio fastidio l’ho mantenuto all’interno, onde evitare discussioni inutili
“ah, un’ultima cosa…ha i biglietti a fascia chilometrica?”
“no, non ho quella roba li, io non li vendo.” e lo dice facendo quel classico tono da “il gelato e mio e non-te-lo-do!”

A quel punto ringrazio nuovamente, e mi avvio verso il binario.
Anche se al binario ci avrei legato lui e il suo sorrisetto strafottente, fanculo a te e alle tue sigarette.

La migliore fu quella fruttivendola attempata, che alla domanda “buongiorno signora, mi scusi, avete degli champignon?” mi rispose guardandomi male e con un tono da fare invidia agli inquisidores spagnoli, “no, noi non la portiamo questa roba!”

Ma sono io che sono scemo?

E se la risposta dovesse essere si, vi prego, siate gentili e fate un giro di parole prima di dirlo.

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Informazioni su ritaglidipensiero

Aspirante è la parola che mi si addice di più. Aspirante musicista, aspirante scrittore, aspirante interprete...fondamentalmente aspiro.
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3 risposte a Champignon allucinogeni e tabaccai in sindrome pre-mestruale

  1. ritaglidipensiero ha detto:

    ahahah, ok, ero presente, e la scena è stata esilarante! Ma ricordo chiaramente che la signora ti chiese scusa…è stata fin troppo gentile, visti gli standard.

    Si, anche a me capita, ma rimango totalmente impassibile all’esterno.
    Ma prima o poi mi vendicherò.
    Muhuahuhahuha.

  2. Shunrei ha detto:

    E no, non è mica il caso di prendere in giro così il tabaccaio!! Quello lì è uno con dei seri problemi mentali, l’unica era lasciargli il biglietto di un bravo psichiatra: è il primo commerciante al mondo che sento schifare le monete, quando piuttosto tutti gli altri ringraziano di ricevere spicci invece di “pezzi grossi” proprio per non dover dare resti… insomma, un caso clinico!
    Certo, anche la fruttivendola è in buona posizione, niente da dire… 😉

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