Ritagli di canzoni #2: Brividi, costrizioni. I Love Paradoxes.

A volte ritornano.

Ma non se ne potevano stare a casa?

Dopo quasi un mese dall’ultimo post, causa vacanze di pasqua e fastwebbini maledetti, sono tornato, ed ho deciso di rientrare con il secondo appuntamento di “Ritagli di canzoni”.

La canzone che scelgo per il post odierno è una canzone dei Ministri, una band tutta italiana (milanesi per la precisione), che ultimamente sta spaccando palchi su palchi, come ad esempio quello della controversa manifestazione dichiaratamente di sinistra degli ultimi giorni, “Milano Libera Tutti”.

Senza ulteriori indugi e senza, ormai, alcun trambusto, andiamo ad incominciare!

Meglio se non lo sai. Meglio se non lo sai che ti riempiono di balle, infondo.

Le persone sentono la necessità di mentire, a volte.

C’è chi mente per furbizia, magari imbrogliando il prossimo cercandone un facile guadagno.

C’è chi mente per cattiveria, semplicemente per mettere in cattiva luce questo o quello, per sentirsi superiore.

C’è chi mente per mantenere stabile un utopico idillio, che di reale ha ben poco.

I peggiori, a mio avviso, sono quelli che mentono per il piacere di farlo. C’è chi lo fa, sono anche in tanti. Sentire il brivido di mentire guardando negli occhi l’interlocutore, quasi a volersi ergere a padroni della conversazione solo perchè si riesce a convincere l’altro di una cosa totalmente falsa e probabilmente inventata sul momento. E’ così triste, aver bisogno di essere meschini e bugiardi per questa soddisfazione personale che raramente si rispecchia, poi, nella realtà.

Mi sento arrugginito accidenti, ho perso il ritmo.

In ogni caso, c’è anche chi mente per lavoro, ci basti pensare a politici, avvocati, assicuratori e chi più ne ha, più ne metta.

Si è persa la spontaneità anche nei gesti più piccoli, ci ostiniamo a non abbandonare quelle, insignificanti o enormi che siano, costrizioni mentali, schemi che ci dovrebbero permettere di vivere meglio ma che non fanno altro che renderci infelici.

Andiamo, tutti abbiamo mantenuto un segreto, chi per molto, chi per molto poco.

Quale enorme liberazione era il poter finalmente dire a qualcuno quello che si teneva dentro, a mo’ di pentola a pressione? Quanto ci si sente meglio?

Ecco, allora, che scelgo questo spazio per dire la verità.

Continuerò a mentire.

Ah, che sollievo.

Annunci

Informazioni su ritaglidipensiero

Aspirante è la parola che mi si addice di più. Aspirante musicista, aspirante scrittore, aspirante interprete...fondamentalmente aspiro.
Questa voce è stata pubblicata in Ritagli di canzoni e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Ritagli di canzoni #2: Brividi, costrizioni. I Love Paradoxes.

  1. ritaglidipensiero ha detto:

    sempre di molte parole tu xD

  2. Hazel ha detto:

    No doubts ;P

  3. Shunrei ha detto:

    Bentornato!!! 🙂
    Quanto hai ragione… io poi sono una tragedia, quando c’è da mantenere un segreto! Nel senso che non appena qualcuno mi dice le fatidiche paroline “Mi raccomando non dirlo a…”, ovviamente mantengo il silenzio tombale per non infrangere la parola data… ma poi ci sto malissimo per tutto il tempo che passo con chi deve essere tenuto all’oscuro… =__=
    Trovo però che la cosa più triste dell’andazzo generale sia che ormai raccontar balle è diventato talmente la norma… che non ci si fa quasi più caso, nè quando le si racconta, nè quando si scopre di essere stati infinocchiati.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...