Ritagli di vite al dettaglio #2: si avveleni l’eretico

Nel momento buio, quando la persona “normale” cerca null’altro che il divino aiuto di una celestiale visione immaginaria, io, come probabilmente migliaia d’altri, cerco sull’enciclopedia la parola “Dio”.

Leggendone la definizione, mi rendo ridicolo al mondo, nella vana speranza che qualcosa di simile esista davvero, e che mi aiuti, e che mi sostenga, e che sappia, almeno Lui, in cuor suo, che nel mio piccolo anche io esisto, che mi ha creato a sua immagine e somiglianza, all’incirca.

Così, un po’ come per convincersi che qualcosa di così “altissimo” esiste, l’averne la prova concreta, senza i retaggi di una cultura malata e a tratti retrograda, senza la demagogia di un’istituzione chiesa che massacra le coscienze giorno per giorno, trattenendo i propri errori, ripercorrendoli nel quotidiano e perseverando nello sbaglio, dimostrandosi, a dire di un vecchio detto, “diabolica”.

E mi tormento, e chiudo gli occhi, e prego, e piango. Innalzo canti di giubilo, creandone le melodie, tessendo trame di amore eterno, ma finto. Poichè niente, al mondo, può ritenersi eterno, essendo il tutto parte di un guscio di noce che naviga controcorrente, di una scarna composizione ossea che, ci insegnano, tornerà polvere.

Siamo rinchiusi in due date, numeri, giorni.

La nascita e la morte, tanto diverse e tanto simili tra loro, alla ricerca perenne di una ragione che non sempre esiste, non sempre è reale, tangibile. Ci si illude di continuo, facendoci mentire da dentro e fuori il guscio, che tutto faccia parte di “un disegno maggiore”, opera di un occhio vigile ed attento che tutto vede ma niente dice, poichè ne verrà il giorno, delle parole. Oggi bisogna guardare, e basta.

Ed allora io è questo fantomatico fantoccio, creato dalla fantasia fervida di un chissacchì qualunque, un giorno lontano, che voglio maledire. Si, e non solo perchè in nome suo sangue e guerre, in nome suo pestilenze e malattie, in nome suo sofferenze e tirannie. No, questa sarebbe la tanto odiata demagogia usata dai suoi “eredi”, “testimoni”, “servitori”.

Io lo maledico per la non curanza, per l’assenteismo, per lo scarso, anzi, scarsissimo interesse che rivolge a me, persona fisica.

Perchè se ci sei, e mi ignori volutamente, facendomi patire, in modo dissacrante per la vita stessa, per un chissà quale piano malato e perverso, sei un figlio di nessuno e meriti il mio odio. E non scomodarti a perdonarmi la bestemmia, preferisco un demonio tentatore ad un Dio menefreghista.

Ama il prossimo tuo come te stesso…appunto, il prossimo, io ci rinuncio.

Con tutto l’amore che ho, per Te et similia.

Ora pro nobis, Stronzo.

 

Don Aurelio, il suicida.

20 – 10 – 1935   <>  18 – 06 – 2011

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Informazioni su ritaglidipensiero

Aspirante è la parola che mi si addice di più. Aspirante musicista, aspirante scrittore, aspirante interprete...fondamentalmente aspiro.
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4 risposte a Ritagli di vite al dettaglio #2: si avveleni l’eretico

  1. paolo ha detto:

    “Altissimo”, come l’acqua minerale che pubblicizza Messner. Ecco, questo è il pensiero. Potrebbe essere solo lo spot di un’acqua minerale, ma no, Dio è lo specchio degli uomini che non riuscendo a maledirsi, maledicono se stessi attraverso di Lui. la strada è lunga, ma Grazie Altissimo, abbiamo un testimone da passare alla prossima mano.

  2. ritaglidipensiero ha detto:

    Beh, la domanda è la stessa, banale, da sempre. Chi è nato prima, l’uovo o la gallina?

  3. redpoz ha detto:

    concordo in gran parte con il tuo post.
    hai mai letto “il concetto di Dio dopo Aushwitz” di Hans Jonas?

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