Buon Compleanno, Ritaglidipensiero .Interiorismi da buttare.

Sono le 2.43 di un lunedì notte che, da circa 163 minuti, è già martedì mattina.

Sto sul divano, mentre un ronzio impazzito e sempre più assordante mi avverte che il frigorifero è li, a quindici o sedici passi da me, e funziona.
Dico “sto sul divano” perché non ho una posizione fissa, e da ormai qualche ora mi ritrovo a sdraiarmi, mettermi a sedere, sdraiarmi di lato, aggiustare il bracciolo, riprovare, improvvisare un cuscino con un plaid,

Ultimamente è tornata Lei, la mia compagna di viaggio, la dolce e pragmaticacondanna del non chiudere l’occhio nemmeno per sbaglio, nonostante il tepore dei riscaldamenti accesi tutto il giorno, il sottile raggio arancione di una abat-jour dall’aria affranta, nonostante il ticchettare silente di un orologio che osserva ogni secondo in religiosa ammirazione, quasi come fosse una madonna cerulea di porcellana

in processione, ed ogni tic è un susseguirsi di capelli dorati, ogni tac l’involucro di un inconsolabile addio, tra le palme e la sabbia, tra il ghiaccio e il cielo.alzarmi…insomma, è come se la mia testa, stanca di dare comandi, avesse lasciato ad un insieme di muscoli, nervi e tendini il libero controllo su ogni singolo movimento.
Ed ogni muscolo, ogni nervo, ogni tendine, ha deciso di fare il cazzo che gli pare, e non sembrano essere mai d’accordo tra loro.

Un rumore improvviso mi fa sobbalzare, ma è la raccolta rifiuti. Spoetizzante quanto la spazzatura che ricopre il mio paese, a circa milleduecento chilometri da questa stanza di un appartamento bianco, non perché limpido e puro, ma perché vuoto e spento, come me, ora, mentre una stanghetta mi rimette al passo di un flusso di parole mostruosamente umane e profondamente trascendentali, insieme.

C’era bisogno di una ricerca interiore, e ce la siamo data.
Io, interiormente, mi sono svuotato…ma è errato transitivizzare, ci sono segni di effrazione.
Qualcuno, da fuori, mi ha svuotato, ed ora giaccio come pomodoro svuotato, mentre il mio interno si sta mescolando a riso, e parmigiano

e prezzemolo, e quando verrò violato, con tutto l’interno e la sua aggiunta a prendere il posto dei miei organi…Magari un giro nei fuochi dell’inferno, finché cotto sarò pronto ad essere servito, dopo aver riposato un po’ nel forno, ad asciugare, a dorare, in attesa del suono di un timer.

Ding!

P.S. Buon Compleanno Ritaglidipensiero, da due anni vi spacco le palle con ‘sti interiorismi.
Se qualcuno volesse farmi gli auguri, li gradirei sotto forma di insulto creativo, con relativa spiegazione.

411 parole erano troppe già prima di questa frase.

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Informazioni su ritaglidipensiero

Aspirante è la parola che mi si addice di più. Aspirante musicista, aspirante scrittore, aspirante interprete...fondamentalmente aspiro.
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Una risposta a Buon Compleanno, Ritaglidipensiero .Interiorismi da buttare.

  1. Modessa ha detto:

    Ma per tutte le calzette rotte, ho perso il tuo blogcompleanno… be’, ti auguro ancora tanti ma tanti deliri perché in essi c’è sempre un affascinante e sentito ritaglio di realtà che mi piace rileggere e annusare, perché sa di pulito. Anche se tu puzzi dentro, e lo sai.

    Ti voglio bene.

    =)

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