Putridume a.k.a. non è più tempo dei titoli lunghi

Mi sento ancora adolescente, quando mi guardo intorno e mi accorgo che mi fa schifo tutto.

Certo, probabilmente è a causa del mio “grigio stato d’animo”, come mi dice Sasà, ma oggi ero in giro per le strade di Milano, in zona Colonne, buttato in un parco con un amico, a suonare la chitarra, stesi su un lenzuolo a coprire l’erba umida di una città che il sole lo vede solo quando io sono chiuso in casa, e mi è arrivata, come un fulmine dritto sulla coccola, un’illuminazione: Mi fa tutto Schifo. Con la S maiuscola.

 

Si, perché mi guardavo intorno e non vedevo bellezza:

 

Vedevo gli hipster malandati e puzzolenti, con tagli di capelli osceni e occhiali da sole per guardarti dall’alto in basso, con l’aria snob di chi è putrido dentro.

 

Una bambina cadere e sbucciarsi le ginocchia, e piangere di un pianto disperato.

 

Ragazzini che per farsi belli agli occhi delle compagnucce di scuola, giocavano alla lotta…e le compagnucce parlavano di Justin Bieber, rendendo inutile ogni loro sforzo.

 

Una canzone che non sovviene alla memoria, una nota presa male, un fastidioso gracchiare di gola, il tintinnio di una corda troppo lunga da tagliare con la pinza.

 

La papera sul naviglio che si nutre di spazzatura, un motore giallo arrugginito ai lati, la puzza di asfalto caldo, l’appiccicume del tram, un cane col guinzaglio troppo corto, la puzza di pesce marcio del chioschetto, la sede della Lega, le canne, il fumo, gli sputapalle tra le altalene, il motorino parcheggiato male, lo sporco che questa città ti vomita addosso, uno zainetto a scacchi che ormai non senti più tuo, i pantaloni corti sotto la pioggia, le calze troppo lunghe, il mio riflesso nella vetrina di quella sarta che ha chiuso tempo fa, che sistemava jeans e altre riparazioni in genere.

 

Sono rientrato a casa, ho tolto le scarpe, ho acceso il computer e ho vomitato su un foglio questo putridume. 

E non mi sento meglio, e non mi sento peggio. E non mi sento più.

 Forse il putridume sono io.

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Informazioni su ritaglidipensiero

Aspirante è la parola che mi si addice di più. Aspirante musicista, aspirante scrittore, aspirante interprete...fondamentalmente aspiro.
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6 risposte a Putridume a.k.a. non è più tempo dei titoli lunghi

  1. Domenico ha detto:

    O forse il tuo “sistema immunitario contro la degenerazione” si è riattivato

  2. abissodeipensieri ha detto:

    Nient’altro da aggiungere … e nient’altro a cui rispondere. Ora non rimane che attendere la meraviglia e lo stupore che scaturiranno non dal putridume, bensì dalla quantità che quest’ultimo è in grado di elargire.
    Leggendo, mi sovvenne un dubbio: il putridume sei tu e lo sono anche io. Perché no? Lo siamo tutti. Talmente assuefatti dalla condizione, che non abbiamo bisogno di accorgecene, ritenendola una constatazione tanto inutile quanto quella di esclamare a voce alta d’avere cinque dita per ogni mano. Forse è così … o probabilmente sto blaterando com’è mia consuetudine, nel vano tentativo di dire (o in questo caso, scrivere) qualcosa di brillante e arguto.
    In ogni caso, possiamo fare affidamento in una delle poche costanti che regolano la nostra bieca esistenza: che ci piaccia o meno, siamo tutti vittime del “La Legge del Menga”.

  3. rosanoci ha detto:

    Anch’io a giorni non mi sento più…

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