L’uomo muore. E basta.

A una dolce Venere ho imparato a donare montagne col peso di piume al vento, imperturbabile sotto gocce di pioggia bollenti come lava cinerea.

Al poster di un cielo ho stellato ho preferito la realtà grigiastra di nuvole di provincia, chiedendo loro di lavarmi via il dolore.

 

Al suono caldo e carezzevole di un violino ho sostituito il gracchiare dei corvi, al giaciglio dei ricordi la nostalgia degli abbracci.

 

Il passo giusto, ma la giustificazione dell’uomo non sarà mai all’altezza delle aspettative dell’eroe.

 

L’eroe alla fine sopravvive…l’uomo muore, senza fiori, senza banda. 

 

L’uomo muore e basta.

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Informazioni su ritaglidipensiero

Aspirante è la parola che mi si addice di più. Aspirante musicista, aspirante scrittore, aspirante interprete...fondamentalmente aspiro.
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