Icaro

Oggi ho spento il mondo.

Mi sono nascosto dietro uno schermo illuminato da una luce finta, non ho risposto al telefono che squillava, non ho dato conto alla fame, alla sete. 
Oggi mi sono mascherato da Pierrot ma ho versato acqua salina dagli occhi, come se non fosse abbastanza una macchia nera sul viso. 

Ho mentito, ho rubato, ho preso in prestito senza restituire, ho accumulato sulle spalle una gobba mutevole di candido crimine.
Mi sono fatto trascinare nell’oscuro bisogno di gambe a sorreggermi, di unghie laceranti nella carne, di vertebre schioccanti come fruste circensi.

 Mi leggo intorno e sento odore di salsedine e muschio, siedo sul tuo sgabello preferito e lascio che mi pruda il collo di fuliggine, nerofumo sui capelli grigiastri e sulla vitrea superficie arrossata di un occhio solo.

 Sbuffi di rottami al galoppo…sbuffi di rottami al galoppo sul sentiero della reminiscenza, e sai di fumo, di vaniglia, di gel per capelli e di cerume.

 

ImageForse dovrei smetterla di guardare il sole sperando di arrivarci come Icaro, le ali le ho lasciate nel secondo cassetto del tuo armadio.

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Informazioni su ritaglidipensiero

Aspirante è la parola che mi si addice di più. Aspirante musicista, aspirante scrittore, aspirante interprete...fondamentalmente aspiro.
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2 risposte a Icaro

  1. poetella ha detto:

    quella chiusa è una delizia!

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