Haters gonna hate!

Avete mai notato come, nella blogosfera unita alla socialità della rete, ci sia una ENORME quantità di gente che commenta solo per criticare, in modo assolutamente NON costruttivo e, anzi, cercando di appendersi ad ogni minchiata per trovare un buon motivo per insultare?
Questi fenomeni, affetti chiaramente da un qualche tipo di demenza non ancora identificata, si chiamano HATERS, ossia “coloro che odiano“. “Odianti“? Vabbe’…

In ogni caso, a me non è mai successo, fortunatamente, di trovare commenti simili sul mio blog, e vi spiego perché:
A mio avviso, questi brillanti intenditori di cazzate, questi eccelsi propagandisti di verità bieche, questi abnormi accumuli di noia e boria, insomma, ‘sti cretini, se la prendono principalmente con le donne o con chi, con quello che pubblica, ci tira su due lire.

Non essendo, chiaramente, in nessuna delle due posizioni sopra elencate, sono salvo, ringraziando il cielo.
Però, potendo, vorrei approfittare del mio piccolo spazio internautico per lasciare un messaggio ai milioni di repressi/misogini/coglioncellibrufolosi che si permettono di dare giudizi, non solo senza conoscere le realtà che ognuno di noi (blogger, youtuber, vlogger, musicista indipendente e chi più ne ha, più ne metta) vive ogni giorno, ma anche senza avere il minimo rispetto per le opinioni altrui e, diciamocelo, senza avere nemmeno la minima idea di cosa sia una comunicazione civile ed educata.
Noi non saremo certo dei martiri, o dei santi, ma a maggior ragione, siamo persone normali, e meritiamo il rispetto che diamo a coloro che sono i fruitori finali del nostro “lavoro”, ossia i lettori;  Anche chi vuole leggere in santa pace senza ritrovarsi delle puttanate tra i commenti, deve avere il diritto di farlo.

Chiunque avesse problemi con ciò che sto scrivendo, è pregato di NON commentare, non per una questione di CENSURA (BRRRRR…), anzi…ma per una questione di amore, di fulgido e carnale amore, per il confronto dialettico.
Io vivo a Milano, contattatemi via email, vi offro un caffè e ne parliamo faccia a faccia.
Altrimenti, come ritenete sia facile, per noi, dire ciò che pensiamo del mondo dalla nostra finestrella elettronica, vi si potrà muovere la stessa accusa…non sarete forse allo stesso, bassissimo, nostro grado di esistenza, vero?

ma mangiati più carne e fatti meno canne” cit.

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Informazioni su ritaglidipensiero

Aspirante è la parola che mi si addice di più. Aspirante musicista, aspirante scrittore, aspirante interprete...fondamentalmente aspiro.
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3 risposte a Haters gonna hate!

  1. Lidia Zitara ha detto:

    Ciao Ritaglidipensiero. neanche a me, a parte due o tre sporadici eventi peraltro marginali, è mai capitata una cosa del genere, e a dire il vero è la prima volta che sento che la cosa accade non solo nella realtà, ma nella rete. In genere ciò che accade nella rete si diffonde nella realtà. Quindi questa posposizione mi lascia perplessa. Credo tutto derivi da un semplice fatto: noi non siamo nel business, noi siamo il business. Prima ervamo acquirenti, ora siamo la merce, il soylent green. Per ottenere questo i gruppi di potere che concentrano le forze mondiali avevano due opzioni: o la coercizione o la blandizie. Hanno scelto la seconda, ottenendo anche la prima.
    Dove voglio arrivare? E’ semplice. La rete mette a disposizione una gran quantità di social network dove costruire un monumento al porprio ego. All’ego però non è sufficiente l’affermazione del proprio, ma la negazione dell’altro.
    C’è chi lo fa spontaneamente parlando “con un’amica” al telefono, c’è chi lo pratica virtualmente e c’è chi fa entrambe le cose. la negazione dell’altro esisteva sin dai tempi remoti, ma con la sovroppolazione, l’immigrazione, gli aumenti di differenze tra classi di gusto indotte da mode sempre più obsolescenti, è aumentata esponenzialmente, e con essa un odio che -spero- non arrivi al rogo, ma si fermi un po’ prima di accendere il fiammifero.

    • ritaglidipensiero ha detto:

      Ho come la sensazione che ognuno di noi si metta volontariamente alla gogna, senza peró avere nessuna idea di quali siano le conseguenze. E senza avere colpe, soprattutto…spero vivamente che nessuno di noi debba finire alla ghigliottina per renderci conto di quanto questo sia un modo sbagliato di vivere se stessi e gli altri.

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