Attraverso l’universo, perso

Migliaia di parole non dette a schiantarsi, come autobus rossi strapieni di turisti grassi, sul muro di mattoni spessi come isole dell’incomprensione.

Ma niente cambierà il mio mondo.

Quintali di personaggi vaghi e a tratti fastidiosi per la loro peculiare incapacità di assumere forma precisa, risultando come le pagine di quei libri dai quali tagli le sagome per farne marionette, tratteggiati e non riempiti, se non di un immenso vuoto blu e infinito.

Ma niente cambierà il mio mondo.

Sfrontati ragazzini pieni di se, cresciuti da una madre il cui seno ancora penzola nelle fatiche dell’allattamento adolescenziale, piangenti nella loro incessante ricerca di attenzioni maestose ma finte, come i sorrisi di una moglie pubblica, come le parole di un manifesto elettorale.

Ma niente cambierà il mio mondo.

Attenti professori di quotidianità in tre atti:
Atto I: Svegliarsi con il broncio in 30 metri quadrati divisi tra quattro persone e correre a lavoro in scooter, lavandosi sotto l’incessante pioggia invernale o rabbrividendo sotto neve di plastica. Arrivare e mettere su un sorriso forzato quanto credibile e riempire di sogni la mente altrui, mentre la propria macina incubi;

Atto II: Rientrare in un buco malconcio già venduto a terzi solo per revisionare la consumistica attività di comprarne un altro, meno malconcio, meno buco. Piangere la mancanza di stimoli, il ricordo di un’infanzia giocosa e poco ortodossa ma sempre possente nella memoria;

Atto III: Consolare la moglie che da una vita soffre a vederti soffrire, ma riempendone la testa di sogni, come sei bravo a fare con tutti. Lei però conosce il giogo che fa la tua carrucola, e non si lascia sollevare, si concentra su di te, ti bacia anche seguendoti nell’incubo del sipario che cala.

Ma niente cambierà il mio mondo.

E la parte di me che ancora tiene conto, che immagazina immagini per poterle stendere su carta bianca, perchè di mio non ho nulla, solo un centinaio di buone frasi prese dalle canzoni ed una decina di personaggi da imitare, per lo più inventati da una mente più acuta della vostra, e senza alcun dubbio della mia.

Ma niente cambierà il mio mondo.

E il letto dove giaci seminuda, in preda a sofferenze e godimenti, nella disperazione di un cielo che brama la terra senza poterla toccare, e di una terra che sogna le stelle senza sapere che son già morte.

Ma niente cambierà il mio mondo.

E noi due, con la mano nella mano e intorno la bufera.

Ma niente cambierà il mio mondo.

E io, che sento la presa allentarsi, sotto la pressione degli agenti atmosferici.

Ma niente cambierà il mio mondo.

E chiedersi se soffrirò di più per la tua mano che si stacca dalla mia o per l’averti lasciata andare, involontariamente, indifesa contro la bufera.

Esattamente come me, ma io mi salverò dal vento, e una volta, di nuovo, in piedi…niente cambierà il mio mondo.

Forse solo tu.

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Informazioni su ritaglidipensiero

Aspirante è la parola che mi si addice di più. Aspirante musicista, aspirante scrittore, aspirante interprete...fondamentalmente aspiro.
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